Serravalle di Bibbiena in Casentino, tra storia e attualità - Ristorante Pucini

La tradizione della cucina incontra la Natura del Parco Nazionale
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Il Paese di SerraValle
(testo di un alunno della scuola primaria di Serravalle)
Serravalle è un paesino posto su una roccia molto alta, custodita da una grande torre vecchia. Le sue stradine sono molto strette e costeggiate da numerose case.
l paesino è molto silenzioso, si sente solo il vento e lungo le strade non passa quasi mai nessuno.
C’è una grande chiesa e una piccola scuola materna con pochi bambini e una scuola elementare. Il paese è contornato da una cornice di alberi.
La fortuna di Serravalle è quella di essere alto 800 metri e quindi in inverno nevica quasi sempre.  In estate viene molta gente perché c’è la possibilità di stare in mezzo alla natura in tranquillità e relax.
Serravalle sembra un presepe ed è piacevole abitarci.
Il lavoro di valorizzazione ed adozione del territorio è un progetto permanente della Scuola Primaria Su prenotazione presso la scuola primaria si può effettuare una visita lungo il percorso del paese con la guida del tutto particolare degli alunni stessi.
Si possono organizzare laboratori di educazione ambientale per altre scuole in quanto gli alunni di Serravalle sono riconosciuti dal Parco nazionale CLASSI GUIDA DEL PARCO.

CHIESA DI SAN NICOLO’
Egisto Paolo Fabbri ideò la chiesa in tipico stile romanico, semplice e lineare come molte Pievi in Casentino. I lavori, finanziati dallo stesso Fabbri iniziarono nel 1923 e terminarono nel 1927. Tutta la colazione partecipò alla costruzione, fu allestita una ferrovia con due carrelli che andavano e venivano per portare via i detriti. Si narra che un giorno, mentre tutti lavoravano, un gruppo di colombi eccezionalmente, attraversò il cielo proprio sopra la chiesa. Questo evento fu interpretato come segno divino ed è per questo la Chiesa fu dedicata allo Spirito Santo.
Le liturgie sono animate dal Coro della Schola Cantorum “Gregorio Magno “che esegue melodie in canto gregoriano. La musica a Serravalle è nei cuori di tutti gli anziani perché il Fabbri fondò una scuola di musica per tutta la popolazione.

LA TORRE
Il castello di Serravalle è l’unico tra quelli esistenti in Casentino di cui si conosce la data di costruzione. Negli Annali Camaldolesi è scritto che nel 1188 il Vescovo di Arezzo fece costruire un castello in un luogo chiamato Inchisa.
Il castello era costruito in legno con una piccola chiesetta e una casa per i monaci. In seguito il luogo fu popolato anche da contadini. Nel 1305 il castello venne ulteriormente fortificato e l’attuale torre probabilmente risale a quel periodo. Nel 1404 Serravalle venne conquistato dalla Repubblica fiorentina e legato alla Podesteria di Bibbiena. La torre oggi restaurata può essere visitata per godere di una piacevole visuale su tutta la valle dell’Archiano nonché sul versante opposto verso i magnifici boschi di castagni, faggi e abeti del Tramignone fino a Poggio tre confini.


PONTE VECCHIO
Questo ponte che la tradizione vuole far risalire ai Romani dà al luogo un fascino particolare con tutte le case disposte lungo il torrente “Fossa” Una vecchia macine testimonia come un tempo qui ci fossero ben tre mulini funzionanti che macinavano castagne e grano.
Il grano veniva coltivato su terreni terrazzati con muretti a secco, vecchie foto dimostrano come il territorio fosse molto diverso dall’attuale. Dove oggi crescono maestosi castagni secolari si possono trovare vecchie mulattiere con massicciato e muretti a secco ancora in piedi.

LA SCUOLA
Egisto Paolo Fabbri fece costruire questo edificio chiamato “ Casa della Scuola”. Oggi la scuola è stata ristrutturata ed adibita a Centro di didattica Ambientale. La scuola si affaccia su una piazzetta dedicata ad Egisto Paolo Fabbri. Sono stati gli alunni ad intitolare la piazza al mecenate italo-americano che per Serravalle spese molte energie.




IL MONUMENTO
La piazzetta del Monumento un tempo non era asfaltata ed in mezzo c’era una bellissima acacia con panchine per prendere il fresco e riposare Dalla piazzetta si possono vedere le Frazioni del Pesco e La Fossa.
Si racconta che il Pesco abbia come toponimo proprio l’esistenza in quel luogo di un pesco dai frutti dolcissimi e rossi. Sotto, verso la strada che conduce a Badia, ancora è visibile la vecchia cava di pietra serena apprezzata e molto ricercata negli anni del dopoguerra per ricostruire strade, ponti, case e lastricato. Quasi tutto il lastricato dei vicoli di Siena proviene dalle cave intorno a Serravalle.
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